24 Ottobre 2017

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Oggi 2 febbraio "Giornata mondiale delle zone umide", tassello importante nella lotta al dissesto idrogeologico

02-02-2017 13:40 - News Generiche
Laghi, torbiere, fiumi, foci, stagni, lagune, valli da pesca ma anche casse di espansione, canali, saline e via dicendo: sono le cosiddette "zone umide", aree caratterizzate dalla compresenza di terreno e acqua e tutelate dalla convenzione di Ramsar, un accordo internazionale per la salvaguardia di queste zone così importanti sotto molteplici aspetti, dalla lotta al dissesto idrogeologico alla conservazione degli habitat naturali

Laghi, torbiere, fiumi, foci, stagni, lagune, valli da pesca ma anche casse di espansione, canali, saline e via dicendo: sono le cosiddette "zone umide", aree caratterizzate dalla compresenza di terreno e acqua e tutelate dalla convenzione di Ramsar, un accordo internazionale per la salvaguardia di queste zone così importanti sotto molteplici aspetti, dalla lotta al dissesto idrogeologico alla conservazione degli habitat naturali
Sin dal 1996 la giornata del 2 febbraio è stata designata quale "giornata mondiale per le zone umide": la data fa riferimento al 2 febbraio del 1971. giorno in cui è stata adottata la Convenzione Internazionale per le Zone Umide, siglata nella città iraniana di Ramsar. Tale convenzione si pone come obiettivo la tutela internazionale delle zone umide mediante la loro individuazione e delimitazione, lo studio degli aspetti caratteristici, in particolare dell´avifauna, e la messa in atto di programmi che ne consentano la conservazione degli habitat, della flora e della fauna. La celebrazione internazionale di oggi nasce per sensibilizzare e aumentare la consapevolezza dell´importanza di queste zone.

Ma cosa sono le zone umide? Per zone umide si intende genericamente qualsiasi tipo di ambiente naturale caratterizzato dalla compresenza di terreno e acqua; nello specifico la Convenzione internazionale di Ramsar,definisce per zone umide "le paludi e gli acquitrini, le torbiere oppure i bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra, o salata, ivi comprese le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri". Rientrano quindi in questa descrizione i laghi, le torbiere, i fiumi e le foci, gli stagni, le lagune, le valli da pesca, i litorali con le acque marine costiere e, tra le opere artificiali, le casse di espansione, gli invasi di ritenuta, le cave di inerti per attività fluviale, i canali, le saline e le vasche di colmata.
Le zone umide rivestono una notevole importanza sotto diversi aspetti: idrogeologico, (in quanto attenuano e regolano fenomeni come le piene dei fiumi), chimico e fisico (per la ricchezza di nutrienti che sviluppano), biologico (rappresentano infatti una delle tipologie di habitat più importanti per la conservazione della biodiversità), produttivo, (per la loro importanza nei settori dell´ittiocoltura o della molluscocoltura, e per la produzione di sale) educativo e culturale, (in queste aree si pratica ad es il birdwatching) e scientifico per le tante informazioni di tipo naturalistico, climatico, evolutivo che mettono a disposizione degli studiosi.

I siti che possiedono tali caratteristiche e che rivestono una importanza internazionale soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, possono essere inclusi nella "lista delle zone umide di importanza internazionale" approvata dalla convenzione stessa. Ad oggi sono 168 i paesi che hanno sottoscritto la Convenzione e sono stati designati 2.209 siti Ramsar per una superficie totale di 210.897.023 ettari.

In Italia i siti individuati sulla base alle caratteristiche della convenzione attualmente sono 65, di cui 53 hanno già ottenuto la designazione internazionale. Lo scorso 31 gennaio è stata designata come zona Ramsar internazionale l´area Padule della Trappola - Foce dell´Ombrone, nel Parco della Maremma in Toscana; intanto il Ministero dell´ambiente sta portando avanti la richiesta di designazione internazionale delle aree Ramsar istituite in Italia negli ultimi anni (7 in Toscana, 4 in Sicilia, 1 in Veneto e 1 in Friuli); al contempo, si stanno aggiornando i dati anche per tutti gli altri 52 siti Ramsar già da tempo designati. Altre 3 aree sono pronte per l´imminente designazione: Lago e palude di Massaciuccoli (Toscana), Saline di Trapani e Paceco (Sicilia) e Palude del Busatello (Veneto).

Il lavoro di rilancio di queste zone, ricchissime di biodiversità, rappresenta un tassello nella lotta al dissesto idrogeologico. Purtroppo la metà delle zone umide del mondo è già andata persa e la maggior parte delle distruzioni sono avvenute negli ultimi 50 anni. Le cause principali sono la distruzione diretta, le specie aliene, l´agricoltura e l´industria.
Per la celebrazione della giornata odierna sono stati organizzati eventi in tutto il mondo (vedi lista www.worldwetlandsday.org). Il tema di quest´anno è "Wetlands for Disaster Risk Reduction" scelto per evidenziare il ruolo delle aree umide nella riduzione degli impatti sulle comunità di eventi estremi quali inondazioni, siccità e cicloni, nonché per il contributo che questi ambienti forniscono per aumentare la resilienza a tali eventi.
L´Italia inoltre è membro del Comitato del Mediterranean Wetlands (MedWet), un´iniziativa che tiene insieme 26 paesi dell´area mediterranea e peri-mediterranea, che sono Parti della Convenzione di Ramsar, con l´obiettivo di fornire supporto all´effettiva conservazione delle zone umide attivando collaborazioni a scala locale, regionale e internazionale.
A questo link i siti Ramsar nel mondo: https://rsis.ramsar.org/


Fonte: patrizia calzolari ilgiornaledellaprotezionecivile.it

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